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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Lavoro nero degli stranieri irregolari e responsabilità degli enti collettivi: è alle porte un nuovo illecito?

L'attenzione degli organismi comunitari verso il lavoro degli immigrati irregolari ha conosciuto stadi diversi. L'accrescersi dell'attenzione comunitaria verso l'immigrazione clandestina e le sue ricadute in materia di sicurezza, si registra in corrispondenza dell'abbattimento delle frontiere interne al perimetro dell'Unione Europea, quando la necessità di coordinamento delle politiche statuali in materia di visto, ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi diviene stringente. Con la direttiva 2009/52/CE è stato posto il divieto di assunzione degli immigrati irregolari e si è previsto che la sanzione penale venga associata a particolari manifestazioni della violazione del divieto, che si caratterizzano per una loro maggiore gravità. Nel nostro Paese, del resto, la condotta di chi assume stranieri irregolari è prevista come reato sin dalla legge 30 dicembre 1986, n. 943: è quindi verosimile che l'ordinamento nazionale preveda norme incriminatrici che abbiano un ambito di applicazione più ampio rispetto a quello prefigurato dalla direttiva 2009/52/CE.

L'art. 11 direttiva 2009/52/CE descrive i criteri di imputazione dell'illecito all'ente in termini non dissimili da quelli utilizzati dagli artt. 5, 6 e 7 d.lgs. 231/2001. Si indica l'ipotesi in cui il reato sia stato commesso da un soggetto in posizione apicale (definita in relazione alla titolarità del potere di rappresentanza dell'ente, ovvero del potere di formare la volontà dell'ente; ovvero del potere di controllo in seno all'ente), il quale abbia agito a titolo individuale (organo monosoggettivo) o in quanto parte di un organo della persona giuridica (organo collegiale) ed a vantaggio dell'ente; viene poi indicata l'ipotesi in cui il reato, commesso da persona soggetta all'autorità dell'organo apicale e a vantaggio della persona giuridica, sia stato reso possibile da una carenza di sorveglianza o di controllo da parte del soggetto apicale, previsione già cardine del d.lgs. 231/01.

di Salvatore Dovere

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