Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Dom, 27 Set 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabilità ex d.lgs. 231/01 delle banche, per fatti reato commessi dai dirigenti. Profili generali

La disciplina introdotta dal d.lgs. 231/2001 prevede che le società possano essere ritenute “responsabili” per alcuni reati dolosi commessi o tentati, nell'interesse o a vantaggio delle società stesse, da esponenti dei vertici aziendali (i cd. soggetti “in posizione apicale” o semplicemente “apicali”) e da coloro i quali sono sottoposti alla direzione o vigilanza di questi ultimi. Dal suo canto, il d.lgs. 21 novembre 2007 n. 231, adottato in attuazione delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE, concernenti la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, ha novellato il d.lgs. 231/2001, mediante l'introduzione dell'art. 25-octies, che estende la responsabilità amministrativa degli enti ai reati di ricettazione (art. 648 c.p.), riciclaggio (art. 648-bis c.p.) e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter c.p.).

Il d.lgs. 231/2007 ha anche riorganizzato i poteri e le competenze delle diverse istituzioni coinvolte nella prevenzione e nel contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo; alla Banca d'Italia e alle altre Autorità di vigilanza del settore finanziario spetta oggi, difatti, di sovrintendere al rispetto degli obblighi stabiliti dal decreto da parte dei soggetti rispettivamente vigilati. A tale riguardo, è bene evidenziare che l'art. 52 della legge antiriciclaggio sembra prevedere in capo all'OdV un vero e proprio obbligo di controllo in ordine all'osservanza della normativa - da parte dei soggetti destinatari della legge 231/2007. Dagli artt. 6 e 7 del decreto legislativo, emerge che l'adozione di un “Modello Organizzativo” costituisce una opportunità che il legislatore attribuisce all'ente, finalizzata appunto alla possibile esclusione della sua responsabilità.

Ciò significa, in altri termini, che ove l'ente/banca intenda fare proprie le opportunità in termini di esenzione dalla responsabilità offerte dai citati artt. 6 e 7 del “decreto 231”, dovrà provvedere a costruire un proprio Modello Organizzativo a ciò finalizzato.

di Giovanni Tartaglia Polcini

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231