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Mar, 29 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabilità amministrativa nel settore del gaming. Problematiche peculiari e scenari di potenziale criticità

L'adeguamento da parte delle imprese al d.lgs.231/2001 è fortemente condizionato dal settore d'attività. Particolare è lo scenario relativo alla responsabilità amministrativa degli operatori del settore dei “giochi pubblici a distanza” con vincite in denaro.

La definizione di “giochi a distanza” è contenuta nella legge comunitaria per il 2008 (legge 7/2009, n. 88) all'art. 24.

Il primo elemento che occorre prendere in considerazione parlando della connessione dell'argomento in oggetto con la responsabilità ex d.lgs.231/01 è il regime di concessione statale cui è soggetta l'offerta di giochi a distanza nell'ordinamento giuridico italiano, ai sensi dell'art. 1, d.lgs.496/1948.

Il regime concessorio cui è soggetta l'offerta dei giochi a distanza con vincite in denaro, comporta una costante relazione tra il concessionario e l'Amministrazione Autonoma dei monopoli di Stato. Ecco che pertanto si avverte la necessità di individuare uno specifico ambito di rischio in relazione alla commissione di reati nei confronti della Pubblica Amministrazione nell'interesse o a vantaggio del concessionario. Per quanto attiene l'efficacia dei Modelli, è importante effettuare un esame approfondito dell'organizzazione aziendale per individuare le modalità operative di funzionamento e i compiti attribuiti alle persone che svolgono le funzioni in esame ed una successiva analisi delle modalità di possibile commissione dei reati individuati.

Altrettanto degni di considerazione sono i reati legati alla ricettazione, al riciclaggio ed all'impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (art. 648, 648 bis e 648 ter). Il d.lgs. 231/2007 prevede distinti obblighi di verifica della clientela, di registrazione delle informazioni raccolte e di segnalazione all'UIF delle operazioni sospette.

Importantissima è pertanto in questo particolare contesto l'adozione di idonei Modelli di Organizzazione e Gestione.

di Gabriele Faggioli e Andrea Reghelin

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