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Mar, 29 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La tutela dell’IP e la responsabilità da reato degli enti: l’occasione colta dal DDL S. 1195-B

Il disegno di legge in commento - oltre ad agevolare la creazioni di reti o di aggregazioni di imprese, promuovere lo sviluppo dei cd distretti produttivi e prevedere il riassetto delle disposizioni vigenti in materia di internazionalizzazione delle imprese - si propone di rafforzare la lotta alla contraffazione, la tutela penale dei diritti di proprietà industriale e del diritto di autore attraverso la previsione, all'articolo 15, di alcuni rilevanti modifiche al codice penale, di procedura penale e allo stesso d.lgs. 231/2001.

E' evidente che l'attuazione della politica comune di lotta alla contraffazione auspicata dall'Unione europea è certamente agevolata dall'introduzione dei reati di cui agli artt. 473, 474, 513, 515, 516, 517, 517-bis, 517-ter, 517-quater c.p. nel novero di quelli di cui al d.lgs. 231/2001, poiché impone alle imprese un controllo diretto e l'adozione di un modello gestionale idoneo ad impedirne concretamente la commissione.

Del resto, questa operazione è facilitata proprio dall'incisività delle modifiche al codice penale ed al codice di procedura penale oggetto del disegno di legge S. 1195 - B e inerenti alla lotta alla contraffazione e alla tutela penale della proprietà industriale. In particolare, il nuovo articolo 473 c.p., prevede, nel la formulazione recepita nel disegno di legge, la soppressione del riferimento alle “opere dell'ingegno”, sanzionando più severamente sia la contraffazione e l'alterazione di marchi e segni distintivi di prodotti industriali che la condotta di chi, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati. Nel nuovo art. 474 c.p., invece, vengono ora differenziate le fattispecie di illecito, che attualmente prevedono la medesima pena: il comma 1 disciplina, infatti, l'ipotesi dell'introduzione in Italia, al fine di trarne profitto, di prodotti industriali con marchi o altri segni distintivi, nazionali o esteri, contraffatti o alterati, mentre il secondo comma disciplina la fattispecie della detenzione per la vendita, la messa in vendita o la messa in circolazione dei suddetti prodotti. Inoltre, il disegno di legge dispone l'introduzione nel codice penale di quattro nuovi articoli che prevedono rispettivamente la confisca “obbligatoria” delle cose inerenti i delitti di cui agli artt. 473 e 474 c.p., così come modificati dallo stesso disegno di legge (art. 474-bis); una circostanza aggravante (art.o 474-ter) ed una attenuante (art. 474-quater) applicabili ai reati di cui agli artt. 473 e 474 c.p.; la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari (art. 517-quater); l'introduzione dei reati di fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando diritti di proprietà industriale (art. 517-ter), alla cui introduzione conseguirebbe l'abrogazione dell'art. 127, comma 1, d.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 (Codice della proprietà industriale) di cui la fattispecie penale recepisce i contenuti; la previsione di circostanze attenuanti specifiche per chi collabora con le autorità nella repressione dei reati di cui agli artt. 517-ter e 517-quater c.p. (art. 517-quinquies), nonché il raddoppiamento del limite edittale della reclusione per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci (art. 517 c.p.) dall'attuale reclusione fino ad un anno alla reclusione fino a due anni, con pena congiunta, e non più alternativa, della multa fino a 20.000 euro. La condanna delle condotte di cui agli artt. 517-ter e 517-quater c.p., inoltre, consente l'applicazione dell'aggravante di cui al nuovo articolo 474-bis c.p. e la facoltà per il giudice, in caso di particolare gravità o recidiva specifica, di disporre la chiusura dello stabilimento in cui il fatto è stato commesso, ovvero la revoca della licenza o delle autorizzazioni (art. 517-bis, comma 2, c.p.).

di Claudio Coratella

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