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Mar, 29 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

I nuovi reati-presupposto del d.lgs. 231/2001: contraffazione, delitti contro l’industria e il commercio, delitti in materia di violazioni del diritto d’autore

La rubrica dell'art. 25 bis , denominata “Falsità in monete, in carte di pubblico credito, in valori di bollo” e in strumenti o segni di riconoscimento” e l'articolo de quo richiama due delitti contro la fede pubblica (artt. 473 e 474 c.p.), che sono stati recentemente riformulati. Per questi due nuovi delitti è prevista l'applicazione della sanzione pecuniaria, a carico dell'ente, fino a 500 quote e le sanzioni interdittive previste dall'art. 9, comma 2 d.lgs. 231 per una durata non superiore ad 1 anno.

La tutela dell'art. 473 c.p. è circoscritta ai marchi destinati a contrassegnare prodotti industriali, formula che ricomprende anche i marchi che contraddistinguono servizi: sono, dunque, sanzionate anche le utilizzazioni del marchio nella corrispondenza commerciale o nei messaggi pubblicitari. Secondo un consolidato orientamento dottrinale si ha contraffazione quando il marchio altrui venga riprodotto abusivamente, in modo più o meno ben riuscito, oppure venga imitato. Il reato di cui all'art. 474 ha il suo presupposto logico nella fattispecie prevista dall'art. 473 e ne rappresenta il naturale sviluppo, sempre in un'ottica di tutela della fede pubblica. Per la configurabilità del reato di cui all'art. 474 non è necessaria un'identica imitazione di tutti gli elementi del marchio, essendo sufficiente la riproduzione di quelli fondamentali e caratteristici così da trarre in inganno i terzi e da provocare confusione circa l'origine e la provenienza del prodotto (Cass., V, 16 marzo 2000).

L'art. 15, comma 7 lett. a) legge 99/2009 inserisce, poi, nel d.lgs. 231 l'art. 25-bis.1, che consente la sanzionabilità dell'ente collettivo per i delitti contro l'industria e il commercio previsti nei seguenti articoli del codice penale: 513, 513 bis, 514, 515, 516, 517, 517 ter e 517 quater.

E' prevista la sanzione pecuniaria di ammontare fino a 500 quote per i delitti di cui agli artt. 513, 515, 516, 517, 517-ter, 517-quater; e fino a 800 quote per i delitti di cui agli artt. 513-bis e 514. Per queste ultime due fattispecie sono pure applicabili le sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2.

di Maurizio Arena

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