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Mer, 30 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Modelli Organizzativi in materia di sicurezza sul lavoro: come interpretare in modo organico le disposizioni legislative

Le peculiarità del Modello Organizzativo in materia di sicurezza, sono generalmente contenute nella parte speciale, concettualmente collocata “a valle” dei protocolli. Questa parte è quella che in giudizio verrà valutata e determinerà l'efficacia esimente o meno del Modello. Il punto di partenza è l'art. 30 che - unico nel d.lgs. - tratta le caratteristiche che deve avere il Modello Organizzativo affinché possa definirsi “esimente”. Naturalmente affinché il Modello abbia una reale capacità di prevenire gli infortuni e le malattie professionali, dimostrabile in sede di giudizio, uno dei requisiti principali è che il medesimo garantisca il rispetto di tutti i requisiti di legge in materia di salute e sicurezza sul lavoro, primi fra tutti quelli previsti dai titoli “tecnici” del d.lgs. 81/2008.

Tuttavia, i “principi generali”che devono essere rispettati nella gestione della sicurezza sul lavoro, sono ben espressi nell'art.15 del d.lgs. 81/2008 e non sono ripetuti nell'art. 30.

Un altro gruppo di articoli da considerare, per la definizione degli aspetti di organizzazione della sicurezza, sono quelli relativi alle responsabilità dei vari soggetti: artt. 17, 18, 19 e 20. L'ultimo riguarda le responsabilità dei lavoratori e si può considerare applicabile a tutti coloro che non ricoprono ruoli di responsabilità all'interno dell' organizzazione. Gli altri tre definiscono le responsabilità di datore di lavoro, dirigenti e preposti. Ad esclusione delle responsabilità non delegabili del datore di lavoro definite all'art. 17 (valutazione dei rischi e nomina del RSPP), che possono considerarsi già assegnate per legge, le altre responsabilità devono essere precisamente distribuite all'interno della organizzazione aziendale.

di Alessandro Mazzeranghi

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