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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Responsabilità amministrativa di persone giuridiche ed enti e reati ambientali

Nell'ambito di un procedimento per il reato di cui all'art. 256 d.lgs. 152/2006 (attività di gestione di rifiuti non autorizzata) venivano sottoposti a sequestro i mezzi adibiti al trasporto del corpo del reato, e veniva rigettata l'istanza di dissequestro presentata dal legale rappresentante dell'ente cui detti mezzi appartenevano, poiché nulla dimostrava che gli autisti avessero agito al di fuori di qualsiasi rapporto organico con la società proprietaria degli automezzi.

Contro la decisione del g.i.p., confermata in sede di appello dal Tribunale del riesame, ricorreva l'ente, lamentando, tra l'altro, a riprova della propria assoluta estraneità al fatto-reato in ordine al quale era stata emessa l'ordinanza cautelare reale de qua, che non risultava formulata alcuna ipotesi di responsabilità amministrativa ricollegata al predetto reato né in suo danno, né in danno di alcuno dei soci.

La decisione in rassegna ha, puntualmente, evidenziato che il riferimento normativo all'art. 192 d.lgs. 152/2006 non legittima l'assunto (invocato dal ricorrente pro domo sua, quale discutibile argumentum a contrariis) dell'intervenuta previsione normativa di organiche ipotesi di responsabilità amministrativa degli enti da reato ambientale.

Gli scarni riferimenti desumibili dall'art. 192, comma 4, cit. (peraltro limitati esclusivamente «ad amministratori o rappresentanti di persona giuridica», ed aventi ad oggetto i soli obblighi di rimozione di rifiuti in casi di abbandono incontrollato, «ai sensi e per gli effetti del comma 3» dell'art. 192) non consentono, infatti, di ritenere intervenuta una compiuta tipizzazione degli illeciti ipotizzabili in materia, peraltro in alcun modo sanzionati: “il che indiscutibilmente contrasta con i principi di tassatività e tipicità che devono essere connaturati alla regolamentazione degli illeciti”.

di Sergio Beltrani

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