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Mar, 29 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La struttura del sistema disciplinare nel modello organizzativo ex d.lgs. 231/2001

La disciplina di cui all'art.6 del d.lgs. 231/2001 non fornisce ulteriori indicazioni sul sistema disciplinare, tanto che le linee guida ABI sottolineano come il decreto legislativo non offra indicazioni specifiche in ordine alle caratteristiche del sistema disciplinare, limitandosi a previsioni “estremamente generali”.

Nell'ambito del Modello Organizzativo, il sistema disciplinare può essere strutturato specificando la funzione, le singole misure applicabili, la modalità per l'irrogazione delle misure previste, le comunicazioni all'Organismo di Vigilanza: è opportuno specificare che i comportamenti tenuti dai lavoratori dipendenti e/o dai dirigenti in violazione delle singole regole comportamentali sono definiti illeciti disciplinari, la cui commissione comporta l'applicazione di idonee sanzioni.

Occorre anche evidenziare che il sistema disciplinare deve, in ogni caso, rispettare i limiti al potere sanzionatorio imposti dalla legge 300/1970, ove applicabili, per quanto riguarda sia l'esercizio di tale potere, sia le sanzioni irrogabili.

In particolare, il Modello Organizzativo ben potrà specificare i principi cui deve conformarsi il sistema disciplinare ed indicare le singole sanzioni applicabili con riferimento alla violazione posta in essere. Per quanto riguarda le informazioni all'Organismo di Vigilanza, è opportuno prevedere nel Modello che le eventuali sanzioni disciplinari applicate al personale dipendente siano comunicate dal direttore Generale all'Organismo di Vigilanza con tempestività. Qualora le sanzioni vengano applicate nei riguardi del Direttore Generale o di un altro dirigente, invece, la comunicazione viene fatta dal Consiglio di Amministrazione all'Organismo di Vigilanza.

di Marcello Malavasi

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