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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'implementazione del modello organizzativo, gestionale e di controllo negli enti collettivi a seguito dell'inserimento dei reati informatici fra i reati presupposto ex d.lgs. 231/2001 operato dalla legge 48/2008

A seguito dell'entrata in vigore della legge 48/2008 gli Enti Collettivi che hanno già provveduto a dotarsi di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo con finalità penal-preventive dovranno necessariamente procedere alla loro implementazione con riferimento alla commissibilità dei reati informatici presupposti elencati nell'art. 24-bis d.lgs. 231/2001. Prevenire un reato informatico è un'attività tecnico-preventiva di estrema difficoltà e che comporta elevati costi da parte dell'ente, poiché fondamentalmente gli stessi strumenti impiegati per un normale uso lavorativo possono essere utilizzati per commettere reati. E' dunque necessario concentrarsi sulla sensibilizzazione di apicali e sottoposti in relazione alla corretta utilizzazione degli strumenti informatici: l'informazione e la formazione sono infatti imprescindibili.

Nel definire i protocolli penal-preventivi specifici per la prevenzione dei reati informatici è opportuno avere ben chiaro che la prevenzione è più efficace laddove è possibile introdurre limitazioni all'uso degli strumenti informatici madiante strumenti tecnici, come nel caso della navigazione sulla rete Internet.

Non è tuttavia possibile dare indicazioni standard valide per tutti gli Enti Collettivi a riguardo dei protocolli da adottare: il Modello Organizzativo, Gestionale e di Controllo nel suo insieme, e i protocolli penal-preventivi in particolare, dovranno necessariamente essere costruiti sulle esigenze e sulle caratteristiche specifiche di ogni singolo Ente Collettivo. Un ulteriore aspetto di complessità nella definizione di protocolli preventivi è dovuto alla rapida e costante innovazione tecnologica dei sistemi informatici. La revisione dei protocollo deve essere pertanto costante e continua. Infine, l'applicazione da parte dell'Ente Collettivo di quanto disposto dal d.lgs. 196/2003 ha l'effetto di proteggere i propri dati e quindi di rendere più difficile la commissibilità di reati informatici ai suoi danni da parte di soggetti terzi, ma non quello di prevenire la commissione di reati informatici presupposti ex d.lgs. 231/2001 da parte di apicali e sottoposti dell'Ente Collettivo nei confronti di soggetti terzi nel suo interesse o a suo vantaggio.

di Giuseppe Dezzani e Lorenzo Dell'Agnola

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