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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Riti speciali deflattivi e strategie difensive

Il microsistema processuale della responsabilità amministrativa degli enti poggia sulle specifiche disposizioni contenute nel capo III del decreto (intitolato appunto al Procedimento di accertamento e di applicazione delle sanzioni amministrative) ove l'articolo 34 d.lgs. 231/2001 rinvia alle norme del codice di rito in quanto compatibili. Il legislatore, usando una tecnica ricorrente nell'ambito processual-penalistico, rimette all'interprete il compito di colmare di volta in volta le lacune del sistema: non sfuggono a questa trama i cd. riti speciali, cui il d.lgs. dedica solo tre disposizioni (artt. 62-64), rispettivamente intitolate al rito abbreviato, all'applicazione della pena si richiesta e al rito monitorio.

L'art. 62, comma 1, dedicato al rito abbreviato, richiama le norme del codice di rito, in quanto applicabili. Il comma 2 della disposizione specifica le disposizioni del cd. rito abbreviato atipico, che come è noto si inserisce nel procedimento privo dell'udienza preliminare. Il comma 3 precisa che la riduzione prevista per il rito contratto si applica con riguardo alle sanzioni proprie della responsabilità amministrativa da illecito. L'ultimo comma, infine, esclude che si possa ricorrere al giudizio abbreviato qualora sia prevista l'applicazione di una sanzione interdittiva in via definitiva.

Struttura analoga ha l'articolo successivo, dedicato alla applicazione della sanzione su richiesta: si osservano in quanto applicabili le norme del rito ordinario, ma per poter accedere al patteggiamento il giudizio nei confronti della persona fisica deve essere stato definito o risultare definibile a norma dell'art. 444 c.p.p.. La riduzione della pena che consegue al rito premiale si applica sulle sanzioni previste a carico degli enti. Anche in tale ipotesi il rito è precluso se il giudice ritiene che debba essere applicata una sanzione interdittiva in via definitiva.

Infine, l'art. 64, dedicato al rito monitorio, all'ultimo comma rinvia alle norme di rito in quanto compatibili, ed, ai primi commi, precisa contenuto e forme della richiesta del pubblico ministero che ritenga si debba applicare la sola sanzione pecuniaria (art. 64, comma 1), riducibile, analogamente a quanto avviene nel procedimento a carico della persona fisica, sino alla metà rispetto al minimo dell'importo applicabile (art. 64, comma 2). Allorché il giudice non ritenga di accogliere la richiesta, se non deve pronunciare sentenza di esclusione della responsabilità dell'ente, restituisce gli atti al pubblico ministero (art. 64, comma 3).

di Francesca Ruggieri

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