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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabillità degli enti negli strumenti internazionali multilaterali: gli strumenti OCSE-FATF

Il nesso tra l'adozione della disciplina in materia di responsabilità amministrativa degli enti in Italia e la convenzione OCSE è evidenziato nella stessa Relazione governativa al decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231. Si tratta di una convenzione multilaterale - ma non universale - di natura settoriale. La finalità perseguita dalla convenzione è quella di evitare distorsioni nella competizione internazionale tra le imprese, dovute al ricorso alle pratiche corruttive, attraverso la definizione delle misure minime comuni che gli stati parte dell'OCSE devono prendere per contrastare la corruzione dei pubblici ufficiali stranieri (cd. levelling of the playing-field).

La convenzione detta disposizioni in merito alla responsabilità degli enti negli artt. 2 e 3. A differenza degli strumenti del Consiglio d'Europa e delle Nazioni Unite si tratta di disposizioni scarne ed essenziali: l'unico obbligo che incombe agli stati parte è quello di stabilire la responsabilità delle legal persons in ordine al reato di cui all'art.1 della convenzione (corruzione attiva di un pubblico ufficiale straniero nell'ambito di una international business transaction). La disposizione citata non prevede l'obbligo di stabilire la responsabilità penale delle legal persons. Tuttavia, il § 20 dei Commentaries alla convenzione tradisce una decisa preferenza verso un modello di responsabilità penale, in linea con il modello di riferimento statunitense. Deve però sottolinearsi che, al fine del rispetto dell'obbligo imposto dall'art.2 della convenzione, vige il principio di equivalenza sostanziale tra i diversi tipi di responsabilità.

La convenzione lascia un ampio margine di apprezzamento agli Stati parte anche per quanto concerne gli elementi costitutivi dell'illecito, i criteri di ascrizione della responsabilità all'ente, la definizione dei soggetti in grado di impegnarne la responsabilità, i momenti di collegamento tra il reato e l'ente nonché la disciplina del concorso tra le responsabilità della persona fisica e dell'ente.

Le raccomandazioni del FATF, organismo inter-governativo creato nel 1989 con finalità di sviluppo e promozione di politiche nazionali ed internazionali per combattere il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo, hanno invece natura di soft-law, ed in quanto talI non sono idonee a produrre obblighi giuridici in capo agli Stati parte. Esse producono un mero effetto di moral suasion in quanto, per la loro bontà e per l'autorevolezza dell'istituzione internazionale, costituiscono il parametro di riferimento delle scelte di politica criminale e finanziaria degli Stati parte.

di Fabrizio Gandini

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