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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Relazione e rendiconto del commissario giudiziale secondo l’art. 79 d.lgs. 231/2001

Il giudice - ai sensi dell'art. 15 del d.lgs 231/2001 - con la sentenza che adotta, può disporre la prosecuzione dell'attività mediante la nomina un commissario giudiziale, la cui funzione principale è quella di vigilare sull'andamento dell'ente.

Il commissario (che per quanto attiene le sue funzioni può essere considerato pubblico ufficiale) prende il ruolo dell'organo amministrativo precedente la sua nomina e pertanto è titolare dei compiti e dei poteri che gli sono stati indicati dal giudice stesso; egli - infatti - non gestisce una fase liquidatoria..

Allo stato dei fatti l'incarico che il giudice attribuisce al professionista si concretizza in buona sostanza nell'amministrare l'ente che a sua volta è stato coinvolto, a causa del comportamento dei suoi ruoli apicali, in reati riconducibili al d.lgs. 231/2001. Il professionista che verrà nominato a svolgere tale mandato dovrà avere molta dimestichezza con i conti e con i bilanci. Stando così le cose, la categoria professionale più favorita e la più idonea, per l'affidamento di tale mansione, sarà quella del dottore commercialista.

La cadenza attribuita è stata fissata in ogni tre mesi. Ciò vuol dire che con ciclicità trimestrale al giudice e al P.M. devono giungere le informazioni riguardanti l'andamento della gestione. L'oggetto del riferire dovrà essere contenuto in una relazione, intesa come rapporto di comunicazione, per la quale si intende come resoconto scritto su fatti gestionali compiuti. Starà alla professionalità del commissario scegliere metodi e modi per estenderla, tenuto conto che nulla è stato scritto in merito. L'elaborato dovrà avere una parte introduttiva e descrittiva dei fatti economici - aziendali più salienti, per il periodo in esame; ci sarà poi la sezione numerica che è senza dubbio la più importante, perché da quest' ultima si ricavano i dati necessari al fine della determinazione del profitto. L'art. 79 del decreto legislativo in esame stabilisce a chiare lettere che il commissario “una volta terminato l'incarico trasmette al giudice una relazione sull' attività svolta”. Il lavoro del commissario è incentrato tra due posizioni contabili, la prima di ingresso, la seconda di uscita. Durante la sua gestione il commissario dovrà evidenziare il risultato dallo stesso eseguito, inteso come profitto e sarà sua premura illustrarlo dettagliatamente nella propria relazione e commentarlo poi al giudice al termine del mandato.

di Guido Chiametti

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