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Mer, 30 Set 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Costi e opportunità della compliance alla disciplina 231 nel quadro del sistema dei controlli interni

La norma che muta i “fondamentali” del tema della responsabilità dell'impresa è l'art. 2381 c.c., riscritto dalla riforma del 2003, il quale prevede che il consiglio di amministrazione, sulla base delle informazioni ricevute, è tenuto a valutare l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società, che deve essere predisposto dagli organi delegati, secondo la natura e le dimensioni dell'impresa. Per fare il punto sul significato attuale e sulle prospettive della disciplina 231 e del tema più generale dei controlli interni è utile ricordare come il principio degli assetti organizzativi adeguati sia entrato nell'ordinamento attraverso discipline speciali: nella legislazione bancaria, nelle norme a tutela del mercato, nelle norme per il monitoraggio di rischi specifici dell'attività d'impresa, nei codici di autodisciplina.

L'indagine empirica ha rivelato che nel mondo delle imprese esiste consapevolezza e interesse per il tema della prevenzione dei reati d'impresa, come conferma l'elevato livello di adeguamento delle società di capitali alle prescrizioni del d.lgs. 231/2001, a sette anni dalla sua entrata in vigore. Il futuro dell'attuazione della disciplina 231 è legato, da un lato, ad una scelta di politica del diritto che conduca alla razionalizzazione dei reati presupposto della responsabilità dell'impresa e li circoscriva ad un ambito in cui l'attività di controllo ex ante sia effettivamente utile alla prevenzione; dall'altro all'evoluzione giurisprudenziale sull'efficacia dei modelli. Occorrerà vedere, cioè, se i casi decisi in giudizio permetteranno una selezione di prassi organizzative efficaci, che possano rappresentare uno standard virtuoso di riferimento, ovvero i Modelli Organizzativi di fatto non consentano l'applicazione dell'esimente. In tale ultimo caso appare evidente che la compliance alla 231 potrebbe ridursi ad una mera formalità, o non esservi affatto, venendosi a perdere i benefici per il sistema economico.

L'introduzione di sistemi di monitoraggio dell'agire imprenditoriale e la centralità dei flussi informativi all'interno dell'azienda, tra organi e uffici, hanno nel complesso rivoluzionato un certo modo di pensare i controlli sull'attività d'impresa, valorizzando l'efficienza dei controlli preventivi sulla gestione. Non vi è dubbio però che l'aumento delle figure di controllori chiamati a vigilare sui diversi profili dell'attività di impresa pone il problema di ricostruire e differenziare i compiti attribuiti ai vari soggetti coinvolti nei controlli e, in particolar modo, nella produzione, elaborazione e vigilanza dell'informazione contrabile.

di Margherita Bianchini

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