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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L’interruzione della prescrizione nel sistema del d.lgs 231/2001

La disciplina contenuta nel d.lgs. 231/2001 assume spiccati connotati di hybris anche a proposito degli istituti della prescrizione dell'illecito amministrativo a carico dell'Ente e dell'interruzione di essa. Ciò, prima ancora che sul piano della disciplina sostanziale, già a livello di espressioni stilistiche utilizzate, posto che nel decreto vengono, promiscuamente, adoperati termini propri delle discipline penalistiche e non.

La disciplina della prescrizione (e dell'interruzione di essa) contenuta nel d.lgs. 231/2001 è del tutto autonoma e svincolata dal regime ordinario previsto per il “reato presupposto”, il che appare del tutto ingiustificato anche sotto il profilo politico-criminale: come è stato osservato, invero, una disciplina del tutto autonoma come quella prevista dal d.lgs. 231/2001 “si giustificherebbe solo se l'estinzione per prescrizione dipendesse da una condotta specifica dell'autore” Ente (nell'accezione di cui art. 1 d.lgs. 231/2001); come è noto, invece, l'estinzione del reato o delle sanzioni nel caso della prescrizione non è assolutamente correlata ad una condotta dell'autore, discendendo unicamente da ragioni squisitamente obiettive, legate al decorso del tempo, vale a dire, dalla perdita di un interesse che non è, in alcun modo, correlata al tipo di soggetto autore dell'illecito, bensì alla gravità dell'illecito commesso, che nel caso di specie è unico. L'art. 22 individua due sole cause interruttive della prescrizione, non coerenti tra loro: la richiesta di applicazione di misure cautelari interdittive e la contestazione dell'illecito amministrativo ai sensi dell'art. 59.

Ai sensi del terzo comma dell'art. 22, per effetto dell'interruzione della prescrizione inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione, di cinque anni. La regola non vale per l'altra causa interruttiva della prescrizione, contemplata nel comma 4 dell'art. 22, vale a dire la contestazione dell'illecito amministrativo all'Ente: in tal caso, applicando lo stesso principio di cui all'art. 2945 del codice civile, l'effetto interruttivo è permanente e dura fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio.

di Antonio Salvatore

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