Rivista 231 Rivista 231
     HOME     CHI SIAMO     COLLABORATORI     AVVISI/BANDI 231    SHOPPING 231      COME ABBONARSI
Username: Password:
Mer, 30 Set 2020
LE RUBRICHE


GLI INTERVENTI
ANNO 2020
ANNO 2019
ANNO 2018
ANNO 2017
ANNO 2016
ANNO 2015
ANNO 2014
ANNO 2013
ANNO 2012
ANNO 2011
ANNO 2010
ANNO 2009
ANNO 2008
ANNO 2007
ANNO 2006
ANNO 2005


LE NOTIZIE


LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Società a partecipazione pubblica e responsabilità degli enti

L'art. 1, comma 3 del d.lgs. 231/01, nell'area degli enti a connotazione pubblicistica, opta per un'esclusione tout court degli enti caratterizzati da soggettività pubblica, consentendo l'operatività della norma solo con riferimento agli enti pubblici economici.

Per ente pubblico economico s'intende quel soggetto che svolge, esclusivamente o prevalentemente, un'attività di produzione o scambio di beni e servizi in forma imprenditoriale, operando in regime di diritto privato. Si tratta di una delle forme più risalenti d'impresa pubblica, che tende ad assumere sempre più diffusamente la forma societaria.

Per quanto riguarda invece le società partecipate pubbliche, la connotazione peculiare è che esse presentano deviazioni dalla disciplina tipica civilistica, tali da delineare un modello societario speciale che pone in crisi la tradizionale classificazione degli enti, che si è ritenuto essere contagiata da figure ambigue, dotate di tratti privatistici e pubblicistici. Si pone pertanto in dubbio che tali soggetti possano essere destinatari dei precetti del d.lgs 231/2001. In tale direzione, dottrina e giurisprudenza minoritaria propongono interpretazioni estensive della clausola di esclusione della responsabilità degli enti pubblici, attraverso il richiamo alle categorie dell'organismo di diritto pubblico o di impresa pubblica ex art. 3 d.lgs 163/2006.

Dall'analisi della legislazione in materia, tuttavia, non pare sussistano argomenti idonei ad escludere dalla disciplina della responsabilità degli enti le società partecipate pubbliche. Deve essere infatti esclusa un' interpretazione estensiva del comma 3 dell'art. 1 d.lgs. 231/2001 sebbene per loro struttura le partecipate pubbliche abbiano natura di ente pubblico. Inoltre, l'irresponsabilità di esse ex d.lgs 231/2001 sarebbe il frutto di un'estensione analogica della clausola di esclusione, inammissibile perché non vi è un vuoto normativo e perché in contrasto con indici legislativi.

La legge delega ancorava l'esclusione della responsabilità alla duplice condizione della natura pubblica dell'ente e dell'esercizio di potestà pubblicistiche, con l'evidente ratio legis di ridurre al massimo l'area di esclusione della responsabilità. Ecco che pertanto - in relazione alla suddetta materia - è auspicabile che il legislatore intervenga sul punto, adattando la disciplina della responsabilità degli enti alla attuale morfologia dell'organizzazione amministrativa, seppur senza costruire clausole di esonero da responsabilità che abbiano il sapore di privilegio.

di Paolo Ielo

[visualizza l'articolo completo]

LE RIVISTE

L'ULTIMO NUMERO

TUTTI I NUMERI

RICERCA ARTICOLI

E' possibile filtrare l'elenco degli articoli compilando i campi sottostanti.

Ricerca per ANNO:

Ricerca per AUTORE:

Ricerca per SEZIONE:

Ricerca per TESTO:


INDICE ANALITICO

LE RACCOLTE 231