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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La manipolazione del mercato mediante la diffusione di false notizie (prima parte)

La vigente disciplina dei delitti di manipolazione del mercato (art. 185 TUF) e di aggiotaggio (art. 2637 c.c.) individua tre distinte modalità manipolative: la divulgazione di notizie false; l'effettuazione di operazioni simulate; i cosiddetti “altri artifici”. Contegni, questi, che integrano l'elemento oggettivo dei detti reati se siano “concretamente idonei a provocare una sensibile alterazione del prezzo di strumenti finanziari” (ex art. 185 TUF se quotati o quotandi ed ex art. 2637 c.c. se non quotati né quotandi) o siano idonei “ad incidere in modo significativo sull'affidamento che il pubblico ripone nella stabilità patrimoniale di banche o di gruppi bancari” (esclusivamente ex art. 2637 c.c.).

La manipolazione informativa costituisce l'archetipo dell'aggiotaggio. L'esperienza conosce discipline dell'aggiotaggio che talora non prevedono la manipolazione operativa nella forma simulatoria o nella forma altrimenti artificiosa. Nessuna disciplina dell'aggiotaggio prescinde invece dalla manipolazione informativa. Si può dire che l'aggiotaggio è, storicamente e nella percezione comune, prima di tutto disinformazione del mercato mediante la diffusione di false notizie. Ciò non implica che tra le diverse modalità manipolative del mercato (informativa, simulatoria ed operativa) vi sia una qualche sorta di gerarchia, essendo queste su un piano di assoluta parità.

Ancora con riguardo ai rapporti tra la manipolazione informativa e le altre, non pare che la prima si distingua per il fatto di poter essere consumata anche con un solo atto laddove la condotta artificiosa e simulatoria esigerebbero più atti. Fermo che una campagna disinformativa può svolgersi con uno o più atti comunicativi, anche la condotta altrimenti artificiosa può manifestarsi in uno o più atti. Neppure sussiste un'ulteriore discriminazione tra aggiotaggio informativo ed operativo quale si è ravvisata in relazione al requisito della specifica pericolosità della condotta.

Si può affermare che la manipolazione informativa del mercato finanziario penalmente rilevante corrisponde alla condotta di chiunque diffonda, direttamente o attraverso il consapevole ricorso a canali mediati, notizie, sia pure veicolate all'interno di dichiarazioni valutative, false perché basate su fatti rappresentati in modo consapevolmente discorde dalla realtà e che siano concretamente idonee, alla stregua della valutazione dell'investitore medio, ad interferire sensibilmente sulla formazione del prezzo di qualsiasi strumento finanziario. Questa condotta disinformativa non è riferibile ad una categoria particolare di divulgatori, non si esprime necessariamente attraverso comunicazioni tipiche, non si riferisce ad un oggetto predeterminato né si rivolge a particolari destinatari.

di Luigi Orsi

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