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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Profili di responsabilità penale nei gruppi di società

Nei gruppi di società si assiste spesso a travasi di risorse dall'una all'altra affiliata, finanziamenti gratuiti intesi a sostenere comparti nevralgici, canalizzazioni di utili tramite operazioni di transfert price verso società in perdita o residenti in paesi a più bassa fiscalità. In ipotesi similari gli amministratori della singola società del gruppo sono chiamati a rispettare al contempo l'obbligo di agire nell'interesse della società alla cui amministrazione sono preposti e l'esigenza contrastante di rispettare la politica del gruppo.

L'art. 2391 c.c. impone in capo all'amministratore in conflitto di interessi l'obbligo di dare notizia agli altri amministratori e al collegio sindacale di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbia in una determinata operazione. Sotto il profilo penale, nel delitto di omessa comunicazione del conflitto d'interessi ex art. 2629-bis è richiesto che la mancata comunicazione del proprio interesse da parte dell'amministratore abbia determinato un danno per la società o per i terzi, così come ai fini della consumazione del delitto di infedeltà patrimoniale ex art. 2634 c.c. è richiesta la verificazione di un danno patrimoniale.

Quid iuris nel caso in cui l'atto dannoso intenzionalmente deliberato dagli amministratori sia mosso dal fine di procurare un profitto o un vantaggio alla società controllante o alla capogruppo o al gruppo più generale? Il legislatore ha introdotto l'art. 2634 co. 3 c.c., secondo il quale l'eventuale atto di disposizione pregiudizievole posto in essere dagli amministratori in conflitto di interessi con la società amministrata non integra gli estremi del reato di infedeltà patrimoniale ove sia compensato da un interesse di gruppo. Tale rapporto di compensazione potrà dirsi soddisfatto quando i vantaggi derivanti dal collegamento o dall'appartenenza al gruppo possano essere “conseguiti o fondatamente prevedibili”, ossia che possano essere effettivi oppure anche solo ipotizzabili sulla base di elementi sicuri. La scriminante in parola opera pertanto solo in presenza di una compensazione effettiva che, ancorché non immediata, sia comunque facilmente prevedibile in termini di sostanziale concretezza; diversamente si rischierebbe di finire per legittimare qualsivoglia operazione infragruppo, ancorché priva di qualunque effettiva rispondenza ad un superiore interesse economico del gruppo.

di Giovanni Paolo Accinni

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