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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabillità degli enti negli strumenti internazionali multilaterali: 1.Gli strumenti delle Nazioni Unite

La responsabilità degli enti è prevista in alcuni strumenti multilaterali delle Nazioni Unite, tra cui la Convenzione contro il crimine organizzato del 12 dicembre 2000, i tre protocolli suppletivi alla Convenzione di Palermo e la Convenzione di Merida del 9 dicembre 2003.

Nel modello della convenzione di Palermo la responsabilità degli enti è configurata come responsabilità da illecito penale, ma non necessariamente come responsabilità penale: la Convenzione, infatti, si limita a porre a carico degli Stati la previsione della responsabilità delle legal persons, lasciando un ampio margine di apprezzamento quanto ai mezzi necessari per raggiungere tale risultato. La Convenzione non detta poi alcuna disciplina in merito al momento di collegamento tra il reato commesso e l'ente, rimettendo la questione ai diversi sistemi giuridici nazionali. Per quanto concerne il reato-presupposto, l'art. 10 della Convenzione prevede l'obbligo di stabilire la responsabilità degli enti per le seguenti condotte: partecipazione in un serious crime nel quale è coinvolto un gruppo criminale organizzato, partecipazione in un gruppo criminale organizzato, riciclaggio, corruzione, ostruzione della giustizia. La Convenzione non prende alcuna posizione in merito alla questione dei limiti della responsabilità dello Stato o degli altri enti pubblici né sull'individuazione delle persone che sono in grado di impegnare l'ente.

Per quanto concerne i protocolli alla Convenzione di Palermo, essi estendono la responsabilità delle legal persons ai reati di trafficking in persons, smuggling of migrants e fabbricazione illecita di armi, loro parti e componenti, e munizioni, nonché traffico degli stessi.

Il modello di responsabilità degli enti previsto nella Convenzione di Palermo è stato integralmente recepito dalla convenzione di Merida. Cambiano solo i reati presupposto: corruzione attiva e passiva dei pubblici ufficiali nazionali, corruzione attiva dei pubblici ufficiali stranieri o di organizzazioni internazionali, appropriazione indebita, peculato ed altre forme di distrazione del pubblico ufficiale, oltre ai reati di riciclaggio e ostruzione della giustizia già previsti nella Convenzione di Palermo. La convenzione di Merida prevede inoltre la facoltà di incriminare una serie di condotte, anch'esse specificamente elencate.

di Fabrizio Gandini

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