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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La rappresentanza dell'ente in giudizio: incompatibilità e diritto di difesa

Il sistema processuale per l'accertamento della responsabilità amministrativa degli enti rinvia a previsioni del codice di procedura penale (artt. 34 e 35), alle quali affianca autonome e indipendenti previsioni normative (artt. 36 ss.).

Tuttavia, in ordine al rapporto tra diritto di difesa e costituzione dell'ente nel procedimento, permangono numerose incertezze interpretative, delle quali la sentenza della Corte di Cassazione 5 febbraio 2008 n. 15689 è, sotto questo profilo, esemplificativa.

La pronuncia in esame ha un impatto dirompente sui principi generali in tema di intervento dell'ente nel processo penale di accertamento della responsabilità amministrativa discendente da

reato, che va ben oltre il limitato ambito delle impugnazioni avverso le misure cautelari.

Per la Corte l'ente “esiste” nel procedimento penale come parte o soggetto processuale destinatario di diritti e facoltà, compresa quella di impugnare un sequestro e così promuovere un procedimento incidentale avanti il tribunale del riesame, soltanto se correttamente costituito, in analogia ad un'altra parte processuale privata (la parte civile) e malgrado vi sia una radicale e ontologica differenza tra esse. Infatti, è evidente che la parte civile è una parte eventuale nel processo penale che “esiste”, salvo le facoltà riconosciute alla persona offesa, soltanto se manifesta la volontà di parteciparvi. L'ente, invece, è “chiamato” dall'autorità giudiziaria a rispondere di un illecito amministrativo discendente da reato e nei suoi confronti, al termine di un processo penale in cui deve avere gli stessi diritti e le stesse facoltà dell'imputato così come previsto dagli artt. 34 e 35 d.lgs. 231/2001.

Il principio affermato nella sentenza in commento risulta in aperto conflitto con quanto sostenuto in dottrina che, seppur con diverse sfumature, ha sinora sostenuto la necessaria dualità ed autonomia tra la partecipazione personale dell'ente nel procedimento penale e la sua assistenza difensiva, che ha come naturale corollario il diritto di impugnare anche in sede di riesame avverso una misura cautelare o un sequestro probatorio. Infatti, l'unica conseguenza prevista ex lege dalla mancata partecipazione dell'ente mediante costituzione ex art. 39 d.lgs. 231/2001 è quella della dichiarazione di contumacia disciplinata dall'art. 41 d.lgs. 231/2001, in una prospettiva del tutto analoga a quella tipica dell'imputato nel processo penale.

di Alberto de Sanctis e Giampaolo Alice

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