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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Strumenti di contrasto alla criminalità d’impresa e nozione di profitto confiscabile. Le indicazioni delle Sezioni Unite nel caso Impregilo

Il d.lgs. 231/2001 ha previsto all'art. 19, in caso di condanna dell'ente, la confisca obbligatoria del prezzo o del profitto del reato. Tale previsione costituisce un'indubbia novità, poiché la persona giuridica diventa direttamente destinataria del provvedimento di confisca in virtù di un titolo autonomo e non sussidiario di responsabilità. L'istituto della confisca ha subito nel tempo un'evoluzione che lo ha portato ad essere istituto giuridico polimorfo, che assume natura diversa (misura di sicurezza, misura di prevenzione, sanzione) a seconda del contesto normativo in cui è inserito, oltre che dello specifico fine di volta in volta perseguito dal legislatore.

L'importanza della confisca di valore o per equivalente è chiara: indirizzandosi su somme di denaro, beni o altre utilità di valore equivalente a quello del profitto dell'agire illecito, esime il giudice dallo stabilire il rapporto di pertinenzialità tra il provvedimento ablatorio e il reato e consente, di conseguenza, di superare le difficoltà, invero frequenti, di individuare l'esatto bene da confiscare. Come detto dalle Sezioni Unite, il legislatore avrebbe inteso costruire un sistema complesso, consentendo la confisca non solo del profitto immediato, ma anche di quello indiretto e mediato, ossia dei beni che sono causalmente riconducibili all'attività del reo, fino a prevedere, per alcune fattispecie di reato, la confisca per equivalente.

Nel noto “caso Impregilo”, la Corte ha distinto l'ipotesi in cui il profitto sia stato generato nell'ambito di un'attività totalmente illecita dal diverso caso in cui esso sia derivato da un reato solo occasionalmente e strumentalmente consumato all'interno di un'attività d'impresa tuttavia lecita. Nella prima circostanza, il profitto del reato “va inteso come complesso dei vantaggi economici tratti dall'illecito e a questo strettamente pertinenti, dovendosi escludere, per dare concreto significato operativo a tale nozione, l'utilizzazione di parametri valutativi di tipo aziendalistico”, come il confronto tra componenti positive e negative del reddito. In altri termini, una simile ampia nozione di profitto, che non tiene conto della distinzione tra importi lordi e netti, sarebbe espressione dei principi per cui l'illecito non può mai rappresentare un legittimo titolo di acquisto della proprietà o di altro diritto su un bene, né può essere in nessun caso una fonte di guadagno per il reo.

di Daniela Sticchi

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