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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Il ruolo della responsabilità da reato degli enti nel contrasto al riciclaggio

L'art. 63 d.lgs. 21 novembre 2007 n. 231 ha esteso l'ambito applicativo della responsabilità da reato degli enti ai delitti di ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita mediante l'introduzione dell'art. 25-opties nel testo del d.lgs. 231/2001.

La nuova disciplina antiriciclaggio enuncia per i propri destinatari (identificati in dettaglio agli artt. 11, 12, 13 e 14 d.lgs. 231/2007) alcuni principi basilari in ordine alla necessità di una “verifica adeguata” della clientela (customer due diligence), preordinata ad assicurare la conoscenza dei profili soggettivi ed oggettivi della medesima ed articolata in procedure di estensione ed intensità variabile, della conservazione delle tracce documentali (paper trails) relative all'identità della clientela, ai rapporti intrattenuti ed all'attività dalla medesima compiuta e della “collaborazione attiva” con l'autorità pubblica, consistente nello svolgimento di compiti di rilevazione e segnalazione di operazioni sospette di riciclaggio.

Nel sistema sanzionatorio delineato dal d.lgs. 231/2001, la persona giuridica assurge a soggetto distinto da quello del suo titolare e, pertanto, diviene passibile di una sanzione autonoma, che consente di aggredire direttamente il bene nel patrimonio dell'ente senza promuovere accertamenti sulla effettiva titolarità dello stesso e limitandosi ad acclarare la commissione di un delitto di riciclaggio nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso da parte di un soggetto che abbia un rapporto qualificato con la persona giuridica (anche nelle forme della sottoposizione all'altrui potere di direzione e di vigilanza).

In seguito all'estensione della disciplina sanzionatoria del d.lgs. 231/2001 alle condotte di riciclaggio si pone indubbiamente il problema interpretativo dei rapporti (e dell'eventuale armonizzazione) dei compliance programs con le prescrizioni introdotte dalla disciplina antiriciclaggio introdotta dal d.lgs. 231/2007. L'art. 7 d.lgs. 231/2001 prevede, infatti, che il Modello debba prevedere misure commisurate alla “natura e alla dimensione dell'organizzazione nonché al tipo dell'attività svolta”, idonee a garantire che l'attività si svolga nel rispetto della legge e che “situazioni di rischio” siano eliminate tempestivamente.

di Fabrizio D'Arcangelo

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