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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Reati informatici e d.lgs. 231/2001 alla luce della legge di attuazione della Convenzione di Budapest

La legge 18 marzo 2008, n. 48 ha ratificato ed eseguito la Convenzione di Budapest del 23 novembre 2001, promossa dal Consiglio d'Europa in tema di criminalità informatica, informatica, e riguardante, in particolare, i reati commessi avvalendosi in qualsiasi modo di un sistema informatico od in suo danno, ovvero che pongano in qualsiasi modo l'esigenza di raccogliere prove in forma informatica. Secondo l'art. 1 della Convenzione, rientra nella nozione di “sistema informatico” “qualsiasi apparecchiatura o gruppo di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, in base ad un programma, compiono l'elaborazione automatica di dati”.

La legge 48/2008, emanata all'esito di un iter parlamentare estremamente frettoloso, ha apportato numerose modifiche alla parte speciale del codice penale ed al codice di procedura penale, disciplinando inoltre (art. 10) la conservazione temporanea in via d'urgenza (cd. “congelamento”) di dati relativi al traffico telematico (attraverso l'introduzione, nell'ambito dell'art. 132 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196 - cd. Codice della privacy - dei nuovi commi 4-ter, 4-quater e 4-quinquies). Per gli enti giuridici, l'art. 7 della legge ha introdotto nel d.lgs. 231, l'art. 24-bis che prevede nuove forme di responsabilità amministrativa da reato dipendenti dalla commissione di reati informatici, per la cui configurazione trovano applicazione i criteri d'imputazione stabiliti dagli artt. 5 ss. d.lgs. 231/2001.

Appare tuttavia bizzarra l'omessa previsione della responsabilità giuridica degli enti in dipendenza della commissione di due reati indubbiamente rientranti nel novero dei reati informatici, quali la frode informatica (art. 640-ter c.p.) commessa in danno di soggetto diverso dallo Stato o di altro ente pubblico e la falsa dichiarazione o attestazione al certificatore di firma elettronica sull'identità o su qualità personali proprie o di altri (nuovo art. 495-bis c.p.). Trattasi all'evidenza di sviste inconsapevoli (lo conferma il silenzio tombale sul punto dei lavori preparatori), che provocano una disparità di trattamento assolutamente irragionevole, cui non sarà peraltro possibile ovviare in sede d'interpretazione.

di Sergio Beltrani

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