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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Criteri di progettazione dei Modelli Organizzativi

Nella dottrina economico-aziendale l'impresa è stata autorevolmente definita come un sistema di rischi, connessi con l'agire umano in contesti ambientali dinamici. L'ampiezza dei rischi a cui l'azienda è assoggettata possono essere vari: dai rischi operativi ai rischi di mercato, ai rischi strategici, valutari, finanziari, legali, contrattuali, informatici, reputazionali: l'impresa deve quindi adottare adeguati assetti e meccanismi organizzativi, informativi e di controllo che consentano un fisiologico funzionamento di queste relazioni intersoggettive all'interno del proprio perimetro.

In questo quadro problematico dell'impresa, vista come “sistema di rischi”, si inserisce il nuovo rischio di reato che il d.lgs. 231/2001 ha introdotto, inserendolo nelle responsabilità di gestione e di governo dell'impresa, oltreché nell'ambito delle responsabilità personali dei soggetti che commettono gli illeciti nel perimetro e nell'interesse dell'azienda di appartenenza. Il d.lgs. 231/2001 prevede infatti un dispositivo esimente, che assume validazione in ragione della propria rispondenza a determinati requisiti, sostanzialmente riconducibili a principi largamente e tradizionalmente affermati nella cultura dei controlli. Tali requisiti sono essenzialmente: (i) efficacia; (ii) adeguatezza; (iii) predittività; (iv) articolazione; (v) rilevanza; (vi) responsabilizzazione formale; (vii) adeguatezza; (viii) relatività; (ix) dinamicità.

Più specificamente, il Modello Organizzativo consiste in un complesso di assetti e di meccanismi organizzativi, di processi di controllo, che devono armonizzarsi con la macrostruttura ed i sistemi operativi già esistenti in azienda, in particolare con il sistema dei controlli interni. L'adozione di un Modello Organizzativo e la sua effettiva interiorizzazione nella struttura aziendale devono essere viste non come meri adempimenti, ma come concrete opportunità strategiche, per elevare lo standing aziendale e quindi il suo grado di competitività, contribuendo ad affermare all'interno dell'azienda una più diffusa cultura dei controlli, come elemento costituente della più generale cultura d'impresa.

di Paolo Bastia

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