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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La responsabilità degli enti (d.lgs. 231/2001): i soggetti responsabili

La responsabilità dell'ente, in applicazione della normativa di cui al d.lgs. 231/01, viene connessa alla posizione funzionale dei soggetti attivi dei reati-presupposto. Esso sarà responsabile “per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio”, mentre non risponderà qualora i soggetti di riferimento abbiano “agito nell'interesse esclusivo proprio o di terzi” (art. 5, comma 2, d.lgs. 231).

L'ambito dei possibili soggetti collettivi responsabili è definito dall'art. 1 d.lgs. 231, il quale indica come destinatari le persone giuridiche private (enti ed associazioni forniti di personalità giuridica), ivi comprese le fondazioni, le società di capitali e quelle cooperative, gli enti (società di persone ed associazioni) anche sprovvisti di personalità giuridica, gli enti pubblici economici che agiscono iure privatorum. Tra i soggetti a qualificazione privatistica esclusi dall'operatività del decreto vanno annoverate le imprese individuali, l'impresa familiare e le quelle “aggregazioni” di persone in cui non si pervenga alla concreta individuazione di un soggetto giuridico distinto dalle persone fisiche che ne fanno parte come le associazioni in partecipazione (art. 2549 c.c.), che non determinano né la formazione di un soggetto nuovo, né la costituizione di un patrimonio autonomo. Alle persone giuridiche straniere, pare infine applicabile la disciplina di cui al d.lgs. 231, quantomeno nei confronti di società straniera che operi in Italia tramite un'associazione temporanea di imprese nazionali.

Per quanto attiene le società cd. miste il cui capitale è costituito da conferimenti provenienti contestualmente da soggetti pubblici e privati, o le società pubbliche, la dottrina si è interrogata se siano sottoponibili alla normazione di cui al d.lgs. 231/01, tendendo a fornire risposta positiva al quesito.

La responsabilità dell'ente viene, è noto, connessa alla posizione funzionale dei soggetti attivi dei reati-presupposto: coloro che, in posizione apicale, rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione, di direzione dello stesso o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria o funzionale, ovvero coloro che ne esercitano, anche di fatto, la gestione od il controllo, ovvero, ancora, coloro che sono sottoposti alla direzione o alla vigilanza di chi gestisce o controlla l'ente.

Il secondo nucleo della complessa condotta costituente la fattispecie sulla quale si fonda la responsabilità dell'ente si “collega” ai Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo “idonei a prevenire i reati della specie di quello verificatosi”, rispondendo alle seguenti esigenze: individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire; individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione di reati; prevedere obblighi di informazione nei confronti dell'Organismo deputato a vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei Modelli; introdurre un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello.

di Alessandra Rossi

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