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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

La definizione del profitto ai fini della confisca ex art. 19 d.lgs. 231/2001

Un tema certamente “caldo” tra i commentatori della disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti è quello della corretta definizione della nozione di profitto del reato. Lo stesso decreto 231/01, occupandosi del concetto di profitto, gli attribuisce, a seconda delle circostanze, diversi significati.

Il primo articolo del corpo normativo che tratta l'argomento è l'art. 6, comma 5: “è comunque disposta la confisca del profitto che l'ente ha tratto dal reato, anche nella forma per equivalente”, il quale presenta una difformità testuale tra con l'art. 19, che presuppone il riconoscimento della responsabilità dell'ente: “nei confronti dell'ente è sempre disposta, con la sentenza di condanna, la confisca del prezzo o del profitto del reato [...]”. Nel primo caso, si parla di profitto che l'ente ha conseguito dal reato, mentre nel secondo di profitto del reato.

L'articolo 13 comma 1, lett. a), nell'individuare i presupposti per l'applicazione delle sanzioni interdittive previste dall'art. 9, comma 2, prescrive che “l'ente ha tratto dal reato un profitto di rilevante entità [...]”. La nozione del profitto, cui si riferisce l'art. 13, secondo alcuni autori, è tuttavia svincolata dal concetto di confisca e rappresenta il presupposto per l'applicazione di una misura interdittiva in fase cautelare. In quest'ottica, il concetto del profitto assume un contenuto più ampio di quello inteso come utile netto ottenuto dall'ente a seguito della commissione del reato. Devono, pertanto, essere considerati anche i vantaggi economici non immediati comunque percepiti (il valore del contratto stipulato o quello del fatturato conseguito per effetto dell'illecito). Viceversa, nella fase successiva dibattimentale, il criterio del calcolo del profitto ai fini della confisca ex art. 19, per la sua funzione sanzionatoria, richiede un maggior rigore e un'applicazione di logiche più aziendalistiche che definiscono l'utile netto ricavato dal reato.

Altro articolo che fa riferimento alla nozione di profitto è l'art. 15, comma 4: “il profitto derivante dalla prosecuzione dell'attività viene confiscato”. Il legislatore, percependo l'invasività e la pericolosità dell'applicazione delle sanzioni interdittive che determinano l'interruzione dell'attività dell'ente, ha previsto, in alternativa, la possibilità di affidare la conduzione dell'impresa ad un commissario giudiziale. In questo caso il profitto derivante dalla prosecuzione dell'attività è obbligatoriamente confiscato.

di Massimo Montesano

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