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Mar, 20 Ott 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Lesioni gravi, omicidi colposi aggravati dalla violazione della normativa antinfortunistica e responsabilità degli enti

Il nuovo art. 25-septies d.lgs. 231/2001 introduce tra i reati che possono impegnare la responsabilità dell'ente quello di lesioni colpose aggravate e quello di omicidio colposo aggravato. Si pone allora il problema di capire se il criterio “dell'interesse o vantaggio” dell'ente applicato sinora ai reati dolosi possa trovare spazio anche con riguardo a reati colposi.

La soluzione del problema della compatibilità tra i reati colposi e i criteri di ascrizione oggettiva dell'illecito all'ente può essere cercata in una ridefinizione delle regole generali della responsabilità amministrativa da reato. Se prima dell'entrata in vigore della legge 123/2007 esistevano argomenti di indubbio spessore per sostenere che l'interesse poteva essere inteso in senso soggettivo, in ciò distinguendosi dal concetto di vantaggio, oggi l'art. 25-septies conferisce indubbia forza all'opposta linea di pensiero secondo cui l'interesse dell'ente deve essere inteso in senso oggettivo e riferito alla condotta del soggetto attivo del reato.

Inoltre la nuova disciplina impone una riclassificazione, ai fini della responsabilità degli enti dipendente da reato, delle figure titolari degli obblighi di sicurezza, la cui violazione può generare la responsabilità dell'ente, nonché una loro riqualificazione come soggetti apicali o subordinati. Occorre passare in rassegna le diverse figure del datore di lavoro, del dirigente, del preposto, del lavoratore, del medico competente, del responsabile della sicurezza, dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori per verificare, per ciascuna di essa, se possa qualificarsi come soggetto apicale o subordinato ai fini della responsabilità ex d.lgs. 231/2001.

L'art. 30 del d.lgs. di attuazione della legge 127/2007 prevede, per l'ente che voglia esimersi da responsabilità nel caso di reati considerati dall'art. 25-septies, l'onere di dotarsi di un compliance program il cui contenuto preveda anzitutto l'adempimento degli obblighi giuridici costituiti, prevalentemente in capo a persone fisiche, in funzione di prevenzione. La questione fondamentale che la norma in esame pone è se essa fissi un contenuto legale necessario dei Modelli Organizzativi ai fini della loro efficacia esimente ovvero se essa fornisca all'interprete una griglia di valutazione dell'idoneità dei compliance programs. È preferibile questa seconda opzione.

di Paolo Ielo

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