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Mar, 20 Ott 2020
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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

L'introduzione dell'art. 25-septies: criticità e prospettive

I reati di omicidio e lesioni colpose conseguenti alla violazione della normativa antinfortunistica, rispettivamente previsti dagli artt. 589 e 590 c.p., possono oggi costituire presupposto della responsabilità dell'ente ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Tuttavia se il criterio “dell'interesse o vantaggio” dell'ente appare senz'altro prospettabile con riguardo ai reati dolosi che hanno fin qui composto il catalogo previsto dagli artt. 24 ss., non poche perplessità paiono potersi avanzare con riguardo alla possibilità di affermare la responsabilità dell'ente con riguardo a reati colposi. L'unico “criterio di collegamento” che appaia compatibile con i reati colposi è quello secondo cui si dovrebbe riferire il vantaggio dell'ente alla condotta di colposa violazione della normativa antinfortunistica piuttosto che al reato. In tale ottica, pertanto, il vantaggio dell'impresa può essere inteso in termini di risparmio derivante dal mancato investimento in dotazioni di sicurezza o nel mancato approntamento di strumenti di controllo periodico sullo stato delle attrezzature, macchinari o impianti.

Ne consegue che ciascun ente che intenda adeguare il proprio Modello Organizzativo per tenere conto dell'art. 25-septies dovrà avviare un'analisi della “tenuta” del complesso delle normative interne già esistenti anche ai fini del decreto 231.

Vi potrebbe essere il dubbio se il Modello Organizzativo ex d.lgs. 231/2001 si vada ad aggiungere al documento di valutazione dei rischi di cui al d.lgs. 626/1994, oppure se sia necessario/opportuno intervenire solo su quest'ultimo. L'Autrice ritiene che i due Modelli rispondano a due filosofie normative diverse e siano pertanto da considerarsi in modo distinto, pur dovendosi integrare e richiamare reciprocamente.

di Chiara Mancini

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