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LA RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA DELLE SOCIETÀ E DEGLI ENTI

Sequestro internazionale e schermi societari dopo la legge sulla responsalità degli enti

La confisca e il sequestro si configurano come istituti caratterizzati da relativa semplicità ed efficacia con riferimento alla cd. “criminalità economica” sotto diversi punti di vista.

In primo luogo la contestazione dei presupposti del sequestro (fumus commissi delicti, periculum in mora e nesso di pertinenzialità) ha spazi applicativi assai ridotti, salvo per ciò che riguarda il nesso di pertinenzialità. La prassi infatti ha sperimentato numerose situazioni in cui viene invocata l'illegittimità del sequestro o della confisca in quanto aventi per oggetto beni che non sono legati al reato commesso, oppure in quanto aventi per oggetto beni di terzi. A fronte di tali ostacoli, tuttavia, la giurisprudenza e il legislatore hanno adottato una serie di controreazioni quando il sequestro o la confisca abbiano per oggetto beni fungibili come il denaro, quando essi abbiano per oggetto un immobile acquistato con il denaro provento di un reato, o ancora nei casi di interposizione fittizia di persona e di interposizione fiduciaria. Più complesso è il caso dell'interposizione di uno schermo societario a seguito dell'entrata in vigore del d.lgs. 231/2001: infatti, nel caso venga provato l'illecito a carico dell'ente in dipendenza del reato commesso dalla persona fisica, saranno consentite la confisca e il sequestro dei beni dell'ente, ma non in quanto la società sia un mero schermo dietro il quale opera la persona fisica, bensì perché la società stessa è responsabile di un illecito.

In secondo luogo, esistono rimedi per neutralizzare quelle situazioni che impediscono la proficua esecuzione di un sequestro pur legittimamente adottato, come ad esempio nei casi in cui vi sia la necessità di coinvolgere autorità di altri Stati perché il bene si trova all'estero. Pur considerando le difficoltà sottese all'esecuzione all'estero dei provvedimenti di sequestro e di confisca (in attesa dell'introduzione del cd. “mandato di sequestro europeo”) e pur tenendo presente le problematiche relative alle esecuzioni in Paesi extracomunitari con i quali non sussistano accordi bilaterali o multilaterali, occorre sottolineare le potenzialità che offrono il sequestro o la confisca di quote societarie, quando le stesse siano di quantità tale da consentire un controllo dei beni sociali. A tale proposito non rappresenta un ostacolo il fatto che la società sia di diritto straniero: infatti, ove i titoli della società di diritto straniero si trovino nello Stato e siano ivi commercializzati, ciò non determina alcun conflitto di giurisdizione e il sequestro verrà disposto ed eseguito secondo le norme dello Stato, anche se poi sarà necessario precisare i poteri del sequestratario di quote (nomina di nuovi amministratori, atti eccedenti l'ordinaria amministrazione ecc.).

di Tomaso Emilio Epidendio

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