La responsabilità amministrativa
delle società e degli enti

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Mer, 22 Feb 2012
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INDICE ANALITICO

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GIURISPRUDENZA
4 luglio 2011 (dep. 13 luglio 2011) - sentenza - Giudice dell’udienza preliminare presso il Tribunale di Cagliari dr. Giorgio Altieri (il concetto di interesse o vantaggio ovvero la direzione finalistica del reato quale criterio di imputazione del reato alla persona giuridica - riferibilità alla condotta e non all’evento del concetto di interesse o vantaggio nei delitti di omicidio o lesioni colpose con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e violazione del principio di tassatività - questione di legittimità costituzionale non manifestamente infondata - riferibilità dell’interesse alla condotta in una prospettiva soggettiva ed ex ante che ne esprime la direzione finalistica - riferibilità del vantaggio all’evento di cui presuppone la verificazione in quanto risultato materiale dell’azione delittuosa - non necessarietà della compresenza dell’interesse e del vantaggio agli effetti dell’imputazione del reato alla persona giuridica - riferibilità dell’interesse alla condotta consapevole e volontaria in violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro - volontarietà della condotta derivante non da semplice sottovalutazione dei rischi o da cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie ma rivelatrice di una tensione finalistica verso un obiettivo di risparmio di costi aziendali - indifferenza della proiezione della sfera psicologica dell’agente in chiave di dolo eventuale, colpa con previsione dell’evento o colpa incosciente - non imputabilità all’ente di condotta colposa non volontaria e non finalisticamente orientata dall’interesse dell’ente ancorchè nemmeno diretta a soddisfare un interesse personale del reo - ravvisabilità della direzione finalistica della condotta nella riduzione dei tempi e dei costi della fermata di un impianto idustriale - necessità di ravvisare l’interesse non in qualsiasi condotta dell’agente bensì nella sola condotta colposa che ha cagionato l’evento del reato di omicidio o lesioni colpose con violazione delle norme sulla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro)
3 gennaio 2011 - sentenza - Tribunale di Milano giudice dell’udienza preliminare dr. Fabrizio D’Arcangelo (reati societari e abusi di mercato - inammissibilità dell’eccezione di indeterminatezza dell’imputazione a seguito della richiesta incondizionata di giudizio abbreviato - principi generali e criteri di attribuzione della responsabilità amministrativa - colpa di organizzazione declinata secondo il paradigma dei modelli di gestione ed organizzazione - causa di esonero da responsabilità per gli illeciti commessi da soggetti in posizione apicale e non elemento della fattispecie ascrittiva della responsabilità - in caso di reato presupposto commesso da apicali è ultroneo o comunque non doveroso il riferimento nel capo di imputazione alla colpa concretamente attribuibile all’ente, al modello di gestione ed organizzazione adottato, all’idoneità o meno dello stesso a prevenire delitti del tipo di quelli posti in essere e comportamento alternativo lecito esigibile - interesse e vantaggio dell’ente - interesse esclusivo proprio dell’autore o di terzi - irrilevanza e manifesta infondatezza di questione di illegittimità costituzionale dell’art. 6 del d.lgs. 231/01 per difetto di determinatezza e, pertanto, per contrasto con le disposizioni di cui agli artt. 24, comma primo, 25, comma secondo, e 27, commi primo e secondo, della Costituzione - profili di inadeguatezza dell’assetto organizzativo e dei presidi di controllo - confisca del profitto del reato di false comunicazioni sociali - confisca del profitto del reato di manipolazione informativa)
5 ottobre 2010 (c.c. 17 giugno 2010) - sentenza n. 35748 - Corte di Cassazione - sezione VI penale - truffa ai danni dello Stato - sequestro finalizzato alla confisca del profitto del reato - reato in contratto - differenza tra vantaggio economico derivante direttamente dal reato che può essere oggetto di confisca e incremento economico determinato da prestazione lecita eseguita in favore della controparte nel corso del rapporto contrattuale che costituisce profitto non confiscabile in quanto estraneo all'attività criminosa - il corrispettivo di una prestazione regolarmente eseguita dall'obbligato ed accettata dalla controparte che ne trae comunque una concreta utilitas non può costituire componente del profitto da reato perché trova titolo legittimo nella fisiologica dinamica contrattuale e non può ritenersi sine causa o sine iure - il vantaggio economico di diretta e immediata derivazione causale dal reato costituente profitto confiscabile è concretamente determinato al netto dell'effettiva utilità conseguita dal danneggiato nell'ambito del rapporto sinallagmatico con l'ente - distinzione tra profitto del reato confiscabile e danno indiretto arrecato alla pubblica amministrazione oggetto di una pretesa risarcitoria - illegittimità del sequestro e della confisca per equivalente di crediti - legittimità del sequestro e della confisca diretti di crediti purché certi, liquidi ed esigibili - non sequestrabilità del profitto di reato che possa essere restituito al danneggiato
1° ottobre 2010 (dep. 26 ottobre 2010) - sentenza - Tribunale di Novara - Giudice dell'udienza preliminare dr. Gianfranco Pezone (omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro - criteri di attribuzione della responsabilità dell'ente - colpa organizzativa e gestionale - esigibilità della condotta nonostante il breve tempo intercorso tra l'entrata in vigore della normativa contestata e la commissione del fatto-reato - responsabilità dell'ente anche in caso di inosservanza del generale obbligo di tutela degli ambienti di lavoro sancito dall'art. 2087 c.c. - interesse o vantaggio dell'ente - il vantaggio costituisce il criterio naturalmente più idoneo a fungere da indice di collegamento tra ente e illecito - ravvisabilità del vantaggio laddove un soggetto agisca per conto dell'ente con sistematiche violazioni di norme cautelati così da far rientrare quella condotta nella politica di impresa volta alla svalutazione della gestione in materia di sicurezza con conseguente abbattimento dei costi e spese per l'adozione ed attuazione dei presidi antinfortunistici nonché ottimizzazione dei profitti - riferibilità dei criteri di interesse o vantaggio non al reato e quindi all'evento di morte o lesione della vittima bensì alle condotte costitutive di esso e quindi alla violazione di regole cautelari connesse al determinismo dell'evento - non ravvisabilità dell'interesse o vantaggio in re ipsa nello stesso ciclo produttivo in cui si è realizzata la condotta casualmente connessa all'infortunio con conseguente sussistenza automatica dei presupposti della responsabilità amministrativa dell'ente solo perché il reato è stato commesso nello svolgimento della sua attività)
23 Aprile 2009 - ordinanza - Tribunale di Milano - giudice per le indagini preliminari dr. Vanore - reato di cui agli artt. 640 c.2 n.1, 112 n.1, 61 n.7 c.p. e art. 61 n.9 c.p. commessi da funzionari e Direttore Generale pro tempore del Comune di (E) - prestito obbligazionario per la ristrutturazione del debito dell’ente territoriale in luogo della rinegoziazione dei mutui in essere - prospettazione di condizioni di convenienza economica per l’ente territoriale - spoglio doloso della tutela dovuta al Comune in forza della qualificazione di intemediate customer secondo la normativa inglese - truffa aggravata in danno di ente pubblico mediante artifizi e raggiri inerenti movimenti e condizioni di rientro delle somme - sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente del profitto del reato nei confronti delle banche arranger (capofila) - responsabilità dell’ente per non avere, prima della commissione dei fatti ascritti e contestati alle persone che hanno agito in virtù del rapporto di immedesimazione organica con l’ente, attuato modelli di organizzazione di gestione idonei a prevenire reati della specie di quelli verificatisi - mancata verifica della sussistenza degli indizi di colpevolezza a carico dell’ente - sufficienti l’astratta configurabilità del reato e del correlato illecito amministrativo per l’attribuzione della responsabilità all’ente - provvedimento di sequestro finalizzato alla successiva confisca per equivalente disposto nei confronti di uno qualsiasi tra i concorrenti per l’intero importo del profitto - nomina del custode a cura dell’ufficio del P.M.
11 Gennaio 2005 - parere - Consiglio di Stato - sezione III - richiesta di parere formulata dal Ministero per le Attività Produttive in materia di applicazione delle misure cautelari interdittive previste dagli artt. 45 e seguenti del D.Lgs. 231/01 - definizione della portata di tali misure ed effetti per le società controllate o partecipate -effetti per le associazioni temporanee di imprese, per i gruppi europei di interesse economico e per i consorzi stabili di imprese - applicabilità a contratti già conclusi - applicabilità a contratti di service - non estensione alle partecipate e/o controllate del divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione a seguito di provvedimento riferito alla sola capogruppo - responsabilità di altre società rientranti nel gruppo ipotizzabile solo quando sia dimostrato che i rispettivi soggetti in posizione apicale o i rispettivi dipendenti hanno contribuito alla commissione del reato in concorso con quelli della capogruppo e sempre che la singola società non possa produrre la prova liberatoria prevista dal citato primo comma dell’art. 6 d.lgs. cit. - nozione “ampia” di Pubblica Amministrazione, inclusiva di tutti i soggetti, ivi compresi i privati concessionari di servizi pubblici, le imprese pubbliche e gli organismi di diritto pubblico, che sono chiamati ad operare nell’esercizio di una pubblica funzione - bene giuridico protetto col divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione. identificato nell’autorità e nel prestigio della Pubblica Amministrazione.